Che cos’è lo Slow Traffic?

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Lo slow traffic è una tendenza propugnata da un movimento internazionale che propone di fare pressione sugli amministratori cittadini affinché riducano i limiti di velocità nei centri abitati. Gli americani, soprattutto quelli di Portland (Oregon), Seattle, Washington D.C. e della canadese Vancouver chiedono una riduzione a 15 o 20 miglia orarie (che corrispondono a circa 25-30 km all’ora), non molto di più della velocità che percorrerebbe un carretto trainato da cavalli. Si tenga conto che la velocità media in una città statunitense è di attualmente di 70 chilometri orari.

La filosofia dello slow traffic avrebbe vari vantaggi:
* migliorare il livello di sicurezza per i pedoni;
* creare delle città più a misura d’uomo, con molti parchi, piste ciclabili e strade pedonali;
* incoraggiare l’uso di biciclette e altri mezzi alternativi;
* incoraggiare lo sviluppo di negozi e locali cittadini;
* inquinare di meno (perché lo smog è direttamente proporzionale al numero di frenate e accelerate);
* sveltire il traffico (tutti gli automobilisti vanno più piano, ma a velocità costante).

Certo, per implementare un rallentamento del traffico nelle città, servono investimenti e cambiamenti di politica: per esempio bisogna cambiare la segnaletica, munire le strade di dossi, dissuasori, rotatorie, isole spartitraffico, rialzi, marciapiedi più alti. E poi aumentare il numero di stazioni e di veicoli per il bike sharing e, non ultimo, permettere alle biciclette di salire sui mezzi pubblici, sui tram, sulla metropolitana e sui treni suburbani. Gli abitanti delle città che hanno già fatto passi avanti in questa direzione – almeno in alcuni quartieri – si dicono entusiasti e non vorrebbero tornare indietro per alcun motivo.


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